Articolo di Gianpaolo Coppo “BISOGNA AGIRE D’IMPULSO”

IL NOSTRO CORPO “VEDE” LA SITUAZIONE PRIMA CHE NOI CE NE RENDIAMO CONTO. DOBBIAMO LASCIARLO LIBERO DI ESPRIMERSI SENZA SOVRAPPORGLI IL PENSIERO CHE GLI DICA COME FARE LE COSE…

Nel mese scorso ho parlato dei rapporti tra pensiero e movimento. Quando decidiamo di fare un movimento – non importa se premere un interruttore o rispondere a una prima di servizio – l’impulso a fare quel movimento, a livello fisico parte circa mezzo secondo prima che noi ne siamo consapevoli. Questo vuol dire che il nostro corpo “vede” la situazione prima che noi ce ne rendiamo conto. Esistono vari esperimenti a conferma di quanto dico. Se sto guidando e c’è una situazione di emergenza la mia parte istintiva è più veloce e precisa della parte cosciente. Dobbiamo lasciare il nostro corpo libero di esprimersi senza sovrapporgli il pensiero che gli dica come fare le cose. Il pensiero è fondamentale per sapere quello che dobbiamo e vogliamo fare; ad esempio tatticamente o a livello motivazionale, ma non deve entrare sul come farlo. Se, mentre scendo di corsa le scale, mi metto a pensare a come devo muovere i piedi, probabilmente cadrò dopo tre scalini. Se, mentre faccio un diritto mi metto a pensare all’apertura o a come fare il movimento, il mio corpo diventerà stupido e lento. Se, mentre gioco una accelerazione penso a non sbagliare, il corpo non saprà più cosa fare e sarà indeciso. Philip Petit, il funambolo che ha camminato sul filo da una Torre Gemella all’altra ha scritto in un bellissimo: “ogni pensiero sul filo è una caduta in agguato”.

Qualche consiglio pratico. Entriamo in campo sapendo esattamente cosa dobbiamo e vogliamo fare dal punto di vista sia tattico che motivazionale.

lo guardiamo la schiena è eretta, la testa ferma per poter consentire agli occhi di prendere tutte le informazioni che ci permettano di muoverci nella maniera migliore per indirizzare la palla nel punto che abbiamo deciso. Il petto è completamente aperto perché così è così che prende forma quando va ad affrontare una situazione impegnativa. Il corpo è come una molla carica. Rispetto al petto fate caso a un giocatore che risponde al servizio; vi sembrerà molto più grosso fisicamente di quando lo vedete fuori dal campo. Proprio perché apre il petto per affrontare la situazione.

Nel suo libro Djokovic scrive, riferendosi ad una situazione di difficoltà: “Cercai di aprire il torace, ma avvertii una situazione di costrizione al petto”. Se mi scontro fisicamente con un avversario, o anche se voglio sollevare un bilanciere, in automatico stabilizzo la schiena e apro il torace. Il nostro obiettivo non è giocare bene o altro, è vedere la situazione in una modalità che ci permetta il massimo dei riflessi e della esplosività. Io con le persone che alleno parlo di “guardare la strada”. Siete mai stati accanto a un bravo pilota che guida veloce ? La schiena e diritta, la testa stabile cosicché gli occhi vedano attenti ma rilassati. Tutte le azioni avvengono con grande anticipo, c’è grande velocità ma mai fretta. Se una persona stanca, non particolarmente abile o semplicemente nervosa, guida veloce, vedremo la schiena in avanti, il corpo irrigidito e una gran fretta perché tutto viene visto in ritardo. Capita la stessa cosa nel campo da tennis. Ancora una citazione questa volta di Bruce Lee: “chi pratica il Kung Fu impara a dimenticare se stesso nel seguire le azioni dell’avversario (io direi nel guardare la strada) lasciando il corpo libero di fare le contromosse senza interferenze. Non ci si muove di propria volontà ma si risponde adeguatamente alle influenze esterne. Le nostre azioni sono come un’eco delle azioni degli altri.

Il coach internazionale Gianpaolo Coppo è responsabile del settore agonistico del C.S. Plebiscito Padova