Articolo di Big Lebowsky su “SPAZIO TENNIS” del 13.06.2016

52° TROFEO AVVENIRE (Milano, TC Ambrosiano).

Credo non siano molti i tornei under 16 che possano fregiarsi di un albo d’oro e di un campo di partecipanti così prestigioso nel corso degli anni come il Torneo Avvenire, definito dal grande Rino Tommasi “il torneo che non sbaglia mai un pronostico”.
Scelgo tre uomini e tre donne e dico Borg, Lendl, Djokovic, Mandlikova, Hingis e Sharapova con il rammarico di dover in questo modo trascurare una decina tra vincitori e plurivincitori di Slam.
E quindi, pur consapevole che i migliori delle classi di età utili a partecipare a questa edizione (2000-2001) sono ormai proiettati verso tornei di ben altro spessore, mi dirigo verso il Tennis Club Ambrosiano con molta curiosità.
Inizio con il raccontarvi di due fanciulle meritevoli di attenzione: come i miei lettori ben sanno non sono solito all’entusiasmo, ma in questo caso voglio sbilanciarmi decisamente e dirvi che due giovani tenniste italiane che mi hanno così impressionato, pur nella loro evidente diversità, non le vedevo da molto tempo. Le due ragazze si sono affrontate in un match di quarti di finale e Rossi, al termine di un match pressoché perfetto, ha battuto nettamente Delai nei confronti della quale ha fatto valere soprattutto quindici mesi e quindici chili in più. La storia di queste due promesse del tennis italiano è già stata ben trattata in questo sito e vi invito a riprendere gli esaurienti resoconti che riguardano sia Federica sia Melania in modo da non dover ripetere concetti già espressi che provo a completare dopo averle viste in un paio di incontri ed osservato il loro atteggiamento in campo e fuori, avendo anche avuto il piacere di scambiare qualche parola con i loro appassionati e bravissimi coach.
I due progetti sono evidentemente molto diversi, anche se alla fine si tratta comunque di insegnare a giocare a tennis a due adolescenti e di trarre il meglio dalle loro non comuni potenzialità: se posso esemplificare andando più che altro a sensazioni ci troviamo di fronte ad un esperimento quasi rivoluzionario per le consuetudini del tennis italiano ed a uno più classico, uno più elaborato ed uno più semplice, uno più studiato e l’altro più essenziale.

A dire il vero in una prestazione migliore avevo avuto modo di vederla negli ottavi contro una discreta mancina spagnola che ha regolato in sicurezza facendo le cose giuste al momento giusto e disinnescando la maggiore potenza della rivale mostrando degli sprazzi di genialità non comuni per una tredicenne (Melania è di ottobre 2002), accanto ad una metodicità da sottolineare. Per non parlare della grinta con la quale affronta ogni singolo scambio e se un “vacca-puttana-troia-cazzo” dopo un doppio fallo può apparire poco opportuno in bocca ad una creatura tredicenne di sesso femminile, denota anche una “tigna” non da tutte. Devo dire anche che ero curioso di poter osservare l’atteggiamento nella sconfitta che è stato encomiabile, complice anche evidentemente la relazione che ho notato con la Rossi prima del match quando si sono scattate un selfie e dopo quando si sono calorosamente complimentate l’un l’altra.

Ma quello che è sorprendente e rimarchevole di questa bambina sono i risultati che ha incredibilmente ottenuto nella campagna primaverile quando ha rivaleggiato e qualche volta superato alcune giocatrici di spessore in ambito under 18, per chi conosce il tennis giovanile, le sue protagoniste e le sue dinamiche.
Di queste cose e di altre che riguardano Melania potete avere puntuali notizie sul sito personale aggiornato con precisione dallo stesso Bertoldero con la collaborazione dalla compagna e mamma della ragazza; Alessandro, mentre parla con me, sta anche provvedendo ad inserire informazioni anche a beneficio dei collaboratori che hanno sposato il progetto e di tutti coloro che li stanno aiutando anche a livello economico. La piccola dispone già infatti di un piccolo staff con la presenza e il supporto di nutrizionista, osteopata e quant’altro.
Il discorso non può non scivolare sulle risorse necessarie perché i costi sono sicuramente ingenti pur considerando il rapporto particolare tra il “project manager”/coach e la ragazza; “è certamente un problema reale – mi spiega – solo per fare questo torneo vicino a casa con hospitality per la ragazza servono diverse centinaia di euro per pochi giorni. Recentemente siamo stati all’Accademia di Nadal a Maiorca ed è stata una magnifica esperienza per tutti: nonostante fossimo invitati i biglietti aerei e le spese vive rappresentano comunque un costo. Ci aiutano diverse persone in questo facilitati dall’operare in una regione attenta a queste cose, qualcosa arriva dalla federazione con la quale abbiamo un buon rapporto come dimostrano le wild card che ci hanno messo a disposizione a Prato e a Salsomaggiore. Ma ci crediamo e ci stiamo impegnando tutti e soprattutto Melania.” Nel frattempo arriva Melania uscita dalla doccia con i vaporosi capelli biondi non più raccolti; non mi pare per niente piccola come avevo sentito, anzi mi pare oltre il percentile medio per la sua età; e ad occhio lo sviluppo non è certamente completato o forse neppure iniziato.
Chiedo a Bertoldero del motivo per cui in Italia da troppi anni non esce un tennista di livello e del fatto che non si intravede una under 30 su cui contare. “La colpa è nostra, di noi tecnici. Vengo dalla pallavolo, il tennis è stato casuale e l’ho affrontato a fine carriera (ho giocato in A2 fino ad un infortunio serio), ma subito era evidente quanto nel volley fossimo più avanti in molte cose che sarebbe lungo elencare, grazie a tecnici come Pittera a cui è seguito Velasco per arrivare a Montali e Berruto e i loro allievi. Siamo stati bravi, non a caso abbiamo esportato allenatori in tutto il mondo, ed il movimento ha vinto ed è cresciuto. Non pensiate che in Italia siano nati dei pallavolisti e non dei tennisti”.

Mi piace molto anche la risposta alla classica domanda al momento del congedo, “adesso che cosa farete?”: “adesso a casa a lavorare, ma soprattutto a studiare per qualche giorno, ci sono degli esami da sostenere, Melania frequenta infatti una scuola privata, le assenze erano diventate troppo numerose ed abbiamo deciso in questo modo pensando di garantire comunque una buona istruzione”.

Che aggiungere ? Buona fortuna a Melania.