Intervista da TIE BREAK TENNIS (15.03.2018)

ALLA SCOPERTA DI ALESSANDRO BERTOLDERO, coach di Melania Delai.
Di Adamo Recchia

Alessandro Bertoldero è il coach della quindicenne trentina Melania Delai, uno dei migliori prospetti del panorama nazionale. Da pallavolista di A2 a maestro di tennis, Alessandro ci parla del suo percorso professionale e della sua allieva.

Alessandro, quando hai scoperto il tennis?

Ho 53 anni e, come tutti quelli della mia generazione, ho trascorso la mia giovinezza sui campi da gioco praticando quasi tutti gli sport. A 15 anni ho scelto la pallavolo che mi ha portato a essere un giocatore professionista per alcuni anni, giocando anche in A2. Dopo 14 anni di pallavolo decisi di ultimare gli studi universitari (ISEF) e di sistemare le mie ginocchia malandate. Durante l’estate giocai a tennis e partecipai a qualche torneo. Raggiunsi la classifica C2 che mi permise di iscrivermi al corso di “Istruttore Regionale”. A Roma, dopo due mesi, mi fu chiesto se volevo fare anche il corso di “Maestro Nazionale”. Altri 6 mesi nella capitale e due di tirocinio nei centri estivi federali.

E quando hai capito potesse diventare il tuo lavoro ?

A settembre 1994 divenni Maestro di tennis e mi ritrovai pieno di lavoro e il mio hobby si trasformò nella mia vita. Negli anni successivi venni promosso anche B3 partecipando ad alcuni tornei. Iniziai con i ragazzini della scuola SAT e nel 1999 diressi per 7 anni una piccola accademia a Jesolo seguendo giocatori e giocatrici di tutti i livelli: dai bravi under 12, 14, 16, 18 ad alcuni con classifica ATP e WTA. Viaggiai molto per tanti anni attraverso tutti i continenti e facendo interessanti esperienze in molti settori: nel 2003 nel team FILA con Riccardo Piatti, tutte le prove del Grand Slam, alcuni tornei WTA, campionati Europei, Australian Open Juniores, ecc.. Lavorai per la FIT per due anni come responsabile del settore tecnico dei CTP del nord-est; seguii alcuni giocatori under e professionisti (tra queste Maria Elena Camerin).

Alleni Melania Delai, una delle migliori promosse azzurre, quali sono i vostri obiettivi?

L’obiettivo principale è migliorare tutti i giorni attraverso allenamenti tecnici – tattici – fisici; inoltre la partecipazione ai tornei internazionali di vario livello le permette di confrontarsi con ragazze più grandi e più brave. In queste ultime settimane ha conquistato il suo primo punto WTA superando le qualificazioni e vincendo un match in main draw; nel torneo successivo ha vinto il doppio in coppia con la corregionale Angelica Moratelli in un ITF 15000$ che le ha permesso di entrare nella classifica WTA di doppio. Ha solo 15 anni e la maggior parte del tempo lo dedichiamo agli allenamenti. Durante il 2018 parteciperà a tornei ITF under 18 e ad alcuni 15000$ per fare utili esperienze con il primo livello del professionismo.

Da quando segui Melania e dove vi allenate ?

Abbiamo iniziato quando Melani era under 12. Nei primi anni ho seguito anche altri atleti e collaborato con alcuni club, ma da due anni ci alleniamo nelle belle strutture dal CS Plebiscito e CS 2000 di Padova gestite dalla famiglia Barbiero che crede molto nell’atleta trentina. All’interno dei due club ci sono campi in tutte le superfici, palestre, piscine, campi da paddle e da squash, pista di pattinaggio sul ghiaccio, palestra di arrampicata e altri sport. Tutto molto stimolante anche grazie alla presenza del preparatore atletico Mirco Cappellato e al fisioterapista Alessandro Cursi; inoltre collaboriamo con l’incordatore Luca Moreschetti che controlla i set-up delle racchette e con il quale facciamo periodici test in campo per misurare le velocità dei colpi, con l’esperto di video analisi e match analisi Raffaele Tataranni che studia e scannerizza i match, con la nutrizionista e biologa Caterina Russolo (cugina di Melania) che controlla l’alimentazione e l’integrazione.

Quali sono i migliori colpi di Melani e quelli dove deve migliorare ?

Melania ha ottime capacità coordinative che le permettono di imparare velocemente e poi attraverso tante ripetizioni cerchiamo di mettere tutto nel suo hardware. Inizia ad essere abbastanza equilibrata su tutte le zone del campo, ma ci vorranno ancora degli anni per avere un bagaglio completo. Crescendo le sue capacità tecniche si stanno ampliando e la potenza di alcuni colpi è migliorata

Con Melania hai un rapporto affettivo che va oltre quello di semplice allenatore, come ti trovi in questa veste?

E’ bello poter costruire qualcosa insieme a una “persona” interessante come Melania perché ha la capacità di dare molto dal punto di vista affettivo, sportivo, tennistico e atletico. Possiamo fare tante cose insieme e condividere tutte le esperienze di crescita. Non mancano alcuni attriti, ma vengono subito risolti e trasformati in momenti positivi per entrambi.

Secondo te, è meglio puntare subito in alto e fare giocare i ragazzi in categorie superiori contro tennisti forti, a costo di perdere spesso, oppure trovi sia meglio farli giocare in tornei di livello più basso per farli vincere ?

Entrambe le situazioni sono importanti per la crescita. E’ giusto confrontarsi con i più forti per capire le potenzialità e le debolezze, ma bisogna anche imparare a vincere e ad impostare il proprio gioco in situazioni meno complicate.

Hai mai preso in considerazione di far vivere a Melania esperienze di allenamento in Accademie di alto livello anche all’estero?

Abbiamo già fatto e faremo delle interessanti settimane di allenamento. Ho degli ottimi rapporti con alcuni famosi coach che ci hanno invitati per periodi di training. Siamo già andati due volte nella nuova accademia di Rafa Nadal a Manacor, dove ci siamo trovati molto bene. Mi piace il confronto con altri allenatori e l’esperienza diversa che può fare Melania dal punto di vista tennistico, fisico e culturale.