Intervista su SPAZIO TENNIS  (3.03.2018)

da SPAZIO TENNIS

INTERVISTA ESCLUSIVA
MELANIA DELAI: LA FORZA DELLA DETERMINAZIONE

By Arianna Nardi

3 marzo 2018

Giovanissima, determinata, forte. Melania Delai ha soltanto 15 anni ma sa già cosa farà da grande, o meglio, lo sta già facendo. Al centro di un ambizioso quanto importante progetto tecnico e mediatico, la trentina classe 2002 è uno dei prospetti più interessanti del tennis nostrano. Con ben 3 titoli ITF Under 18 all’attivo nel suo palmarès ed una classifica nazionale di 2.3 (raggiunta al termine della scorsa stagione), coltiva con cura il sogno del professionismo presso la 2001 Team Sport Academy di Padova, dove si allena sotto l’attento sguardo e la fidata guida del coach Alessandro Bertoldero. Un folgorante inizio 2018 ha portato con sé anche i primi punti WTA per lei, insieme alla speranza, ormai sempre più conferma, di poter un giorno vivere di tennis.

Quest’anno per te è iniziato con i primi punti WTA conquistati in Tunisia, sia in singolare che in doppio. Raccontaci le emozioni legate al raggiungimento di questo traguardo…

“Sicuramente una bella emozione. Tantissimi amici, ex giocatori e giocatori mi hanno scritto dicendomi che il primo punto non lo dimenticherò mai. Sarà una data che ricorderò per sempre come l’inizio di un nuovo percorso. La cosa bella è stata vincere il doppio con la mia amica, concittadina e anche compagna di allenamento alla 2001 team tennis Academy di Padova, Angelica Moratelli. In campo ci capiamo, ci sosteniamo ed essendo amiche ci divertiamo, perciò per me doppia emozione e felicità. Abbiamo gioito insieme e mi ha augurato tanti successi, e, credimi che non è semplice trovare compagne così”.

Qual è il tuo colpo più efficace e cosa pensi di dover migliorare?

“In questo momento il mio dritto e il mio rovescio si equivalgono. Fino a qualche mese fa il rovescio era più incisivo ora invece faccio male anche con il dritto. Non ho un colpo su cui devo migliorare, sono tutti i colpi da migliorare. Sono giovane e ho tanto da imparare; lavoriamo tutti i giorni su tutto e a periodi magari ci dedichiamo alle cose che non mi riescono benissimo. Alessandro, il mio coach, è molto pignolo, perciò dedichiamo tantissimo tempo alla tecnica”.

Ti ispiri a qualche giocatrice in particolare?

“No, non ho un mito. Seguo in tv tutto il tennis sia femminile che maschile. Sarebbe banale dirti che mi piace Serena Williams, o la Wozniacki o la Kerber, tutte hanno tanto da darmi in termini di insegnamento perciò mi piacciono tutte. Nel maschile mi piace ovviamente Roger Federer, ma caratterialmente mi identifico di più in Rafa perché è un guerriero, non molla mai, ed è anche uno che non nasconde le emozioni: se c’è da versare una lacrima la lascia scappare. Mi piace tanto anche come si comporta fuori dal campo; riservato ma sempre sorridente”.

Descriviti ai nostri lettori. Che tipo di persona sei fuori dal campo?

“Come persona mi definisco molto semplice. Mi piace stare in compagnia, mi diverto con poco, mi piace la musica, mi piace navigare in internet, e ho vari amici, la maggior parte sportivi, ma non tennisti; anche se ho delle amicizie storiche con ragazze tenniste, al primo posto alcune del mio club insieme alla quali condivido il tempo tra un allenamento e un altro”.

Com’è la tua giornata tipo?

“Mi alzo molto presto, intorno alle 6:15-6:30, faccio una lunga colazione e poi io ed il mio allenatore partiamo per Padova. Appena arrivo due chiacchiere al bar del club con i gestori, breve riscaldamento muscolare, ed inizio con due ore di tennis o con un’ora e mezzo di palestra. Pranzo al club con le compagne che ci sono ed il mio allenatore, poi altre due sedute: in genere prima tennis e poi atletica. Prima di andare a scuola faccio anche una seduta di postura e streching oppure, se serve, terapie con il mio biomeccanico/fisioterapista Alessandro Cursi. La mia giornata finisce intorno alle 20.30. Andiamo a casa, doccia, cena, Facebook e tv se ho tempo, altrimenti nanna”.

Tua madre Monica è molto presente nella tua vita, sia dentro che fuori dal campo. Parlaci del vostro legame e del modo in cui si approccia al mondo del tennis

“Mia madre si occupa del rapporto con i miei sponsor, che sono quelli che mi permettono di fare questa fantastica attività senza stress e pressioni. Organizza viaggi, servizi fotografici, raccoglie gli articoli che scrivono su di me e mi coccola quando sono a casa. Ha fatto dei corsi per manager di tennisti, si è appassionata tanto a questo ruolo e gli dedica varie ore al giorno, mi dicono anche con dei buoni risultati [ride, ndr]. Abbiamo un rapporto ottimo, ovviamente unico, io non ho segreti e parliamo molto. Certo quando serve mi bacchetta eh, perché non sono propriamente perfetta [ride, ndr] ma mi sostiene in tutto. Devo dire che mi ha dato un’educazione abbastanza severa ma molto indipendente, le piace che io mi sappia arrangiare in qualsiasi situazione anche se per ora lei monitora dall’alto tutto; mi lascia fare ma se serve interviene e mi aiuta. Inoltre è un’ottima cuoca: quando sono a casa mi vizia davvero in cucina e non solo, ci piace trascorrere del tempo insieme come quando ero piccolina. A differenza di quando ero più piccola, non è molto presente a bordo campo, tranne che in occasioni particolari. Nei tornei non c’è mai, se non nelle partite (rarissime) che faccio vicino a casa. Mia sorella Alessia, invece, è il mio punto fisso. Ci scriviamo e facciamo videochiamate anche quando sono in giro. Quando torno le racconto sempre tutto”.

Il tuo coach, Alessandro Bertoldero, ha allenato giocatrici del calibro di Maria Elena Camerin e qualche anno fa ha deciso di dedicarsi completamente al tuo progetto. Come è iniziata la vostra collaborazione e che rapporto avete?

“Ci siamo conosciuti ad un macroarea a Merano, mi ricordo ancora benissimo perché me lo avevano presentato come il nuovo tecnico della zona. Mi è piaciuto subito, anche se mi metteva un po’ in soggezione. Poi, siccome frequentavo il Cpa, lui era il mio allenatore, ha conosciuto mia mamma e si sono innamorati, e anche io e mia sorella di lui. Dopo un po’ di tempo ha deciso di lasciare la Federazione Italiana Tennis per dedicarsi al mio progetto; avevamo bisogno di più tempo per fare un lavoro mirato e così è iniziata questa avventura. La passione che ha lui per il tennis l’ha trasmessa a me in maniera esponenziale. Studia tanto, passa le notti a guardare i video dei giocatori e poi discute con me dei colpi per farmi vedere dove sbaglio, cosa c’è da migliorare ecc. Non si accontenta mai. Mi piace molto il suo carattere, è calmo ma determinato e non mette ansia, anzi, forse sono più io che ne metto a lui [ride, ndr]. La cosa bella del nostro rapporto è che, anche se discutiamo, dopo qualche attimo passa tutto e siamo di nuovo a prenderci in giro o a ridere per niente. Non siamo capaci di tenerci il muso, ci proviamo ma poi scoppiamo a ridere. Sì, ha seguito anche M.Elena che conosco bene. Mi ritengo davvero una privilegiata perché è severo ma i miglioramenti poi arrivano. Direi che lui non è solo il mio allenatore, è tanto per me, è una parte di me, ormai basta un’occhiata che ci capiamo al volo. Ogni tanto descrivo Alessandro come il mio tutto”.

Sei al centro di un grande progetto a livello mediatico. Qual è il tuo rapporto con i social network?

“Io non lo definisco un grande progetto mediatico, ma un bel progetto privato individuale. Il mio coach ha ideato un progetto a lungo termine della durata di 10 anni e stiamo lavorando per provare a farmi diventare tennista professionista ad alti livelli; poi è diventato molto mediatico perché ci seguono in tanti e stimano quello che stiamo facendo. Il mio rapporto con i social mi piace e mi diverte, dedico ogni giorno del tempo a rispondere a tantissimi messaggi privati e anche pubblici sulla pagina Facebook. Ormai tantissimi follower sono diventati amici veri che hanno assistito ad allenamenti o tornei. C’è un bel sostegno anche quando sono in trasferta, che vinca o che perda, credono in me ed è molto bello”.

La notorietà, sfortunatamente, porta con sé anche tanti haters. In che modo gestisci i commenti negativi e cosa ti sentiresti di dire a coloro che li scrivono?

“Haters veri ne ho avuti un paio, tra il resto so anche chi sono, perciò mi fanno sorridere. Commenti negativi ne ho ricevuti pochissimi, mi dicono che si leggono in vari siti, ma non è mia abitudine andarli a cercare. A queste persone vorrei dire che con l’invidia e la cattiveria non si va da nessuna parte. Lo sport dovrebbe essere pulito e leale… poi purtroppo non è sempre così”.

Cosa pensi della situazione attuale del tennis femminile italiano?

“Ci credi che è una domanda che mi mette in difficoltà? Sono felice per la mia concittadina Deborah Chiesa e per il suo esordio positivo in Fed Cup. Seguo ancora con stima ed entusiasmo Francesca Schiavone per la sua grinta. Mi piace la velocità di palla della Giorgi. Mi spiace che Flavia Pennetta non giochi più ma mi piace molto anche come persona ed in veste di mamma e moglie!”.

Che consiglio daresti ai ragazzi che come te ambiscono al professionismo?

“Di coltivare il loro sogno, di crederci e di non mollare mai, ma ad una condizione: che si divertano sempre. Io mi diverto sempre. Certo, magari quando perdo dei match che potevo vincere o ho giocato male, la delusione e l’arrabbiatura non mancano, ma dopo trovo sempre una ragione per sorridere”.

Quali obiettivi ti sei posta per questa stagione?

“Il mio, anzi, il nostro obiettivo principale è di migliorare così tanto da farmi temere dalle avversarie [ride, ndr] poi mi piacerebbe fare una prova del Grande Slam juniores ed entro fine anno aggiungere dei bei punti alla classifica WTA”.

Progetti per il futuro? Dove ti vedi fra 10 anni?

“Fra dieci anni mi vedo ancora su un campo da tennis, magari vicina ad essere realizzata come tennista, seguita dal mio team e dalla mia famiglia nei tornei, ma soprattutto mi piacerebbe essere un esempio per le tenniste più piccole; stimata sia come persona che come gioco. Progetti immediati direi: migliorarmi per il futuro più a lungo termine. Mi piacerebbe fare dei lunghi periodi di allenamento all’estero, in Spagna e anche in Florida… Anche se il futuro più a lungo termine potrebbe essere più vicino del previsto!”.

Arianna Nardi.