“Meditate gente, meditate” (di GP Coppo da TENNIS ITALIANO 10.2016)

Tutti i giorni pratico meditazione con i maestri ed i giocatori che lo vogliono; anche per qualche secondo durante i cambi di campo. Nella mia logica di lavoro è fondamentale…

Pratico meditazione da più di dieci anni. Mi ha aiutato a capire il mio modo di pensare. Non ha nulla di religioso o mistico, ma si tratta di stare con quallo che c’è. Mi ha insegnato ad andarmene quando sono in difficoltà, non sempre, solo quando riesco; ma almeno se me ne vado lo so. E non è poco. Per andarmene intendo che quando c’è una difficoltà seria, l’abitudine è scappare, non stargli dentro.

Qualche esempio esempio tennistico: palla decisiva, tensione forte, non ci sto dentro ed esco dalla situazione. Se poi tiro una pallata o una palla corta non cambia. Non ho deciso ne l’una ne l’altra cosa, semplicemente non sono stato dentro la situazione. A Mara Santangelo chiedevo, quando sentiva arrivare la paura, di farla venire come un’amica, perché era una cosa sua, una parte di sé, la controparte dell’amore che aveva per il tennis. Le chiedevo di prenderla per mano. Ricordo perfettamente la prima volta che lo fece, dopo un paio d’anni su questa cosa. giocava il primo turno agli US OPEN contro Lisa Raymond, fortissima in doppio; serviva sul 5 – 3 al primo set e giocò quattro palpate senza senso, se ne era andata. Al cambio di campo la guardo tranquillo e lei mi fa cenno che se ne è accorta e che va bene così. Sarà un caso, ma penso, sia stato il suo torneo più bello, sicuramente il più sereno. Perse al terzo turno da Amelie Mauresmo, che mi sembra fosse la testa di serie n.3, dopo essere stata sopra nel terzo set, e dopo che i giornali americani avevano scritto di una ragazza italiana il cui tennis ricordava gattone Mecir. Di quel torneo ricordo anche che lei, professionalmente attentissima alle sfumature (es.: riscaldarsi con giocatrici simili alle sue avversarie), si innervosiva se le condizioni non erano ottimali, si riscaldava con un simpatico ragazzo del valore di 3.4 tutti i giorni. Se non fosse stata serena non ci sarebbe stata mai. Faceva il suo lavoro.

Pratico meditazione tutti i giorni con i maestri ed i giocatori che lo vogliono. Alcuni lo praticano per qualche secondo ai cambi di campo, salvo attivarsi quando vanno dalla seggiola all’altra parte del campo. Nella mia logica di lavoro è fondamentale.

Forse riassumerei quanto detto parlando di ARIA BUONA. Chi viene da fuori deve “sentire” un ambiente dove si lavora duro, magari ci si arrabbia, , ma dove c’è forza, serenità , zero lamentele dei ragazzi e facce   positive dei maestri. Io faccio il mio lavoro, provo il mio meglio, provo a pensare giusto, se è così qualunque errore è lecito e non avrà il potere di togliermi la forza.