LAVORO e SALUTE: LA FORMULA 365TENNIS

(intervista ad Alessandro Bertoldero, 20.03.2014)
di Federico Mariani

In Italia si crede nei giovani. Quest’affermazione potrebbe essere considerata tremendamente inesatta per quasi tutti gli ambiti, ma non per il tennis. Il movimento tennistico azzurro, infatti, è in continua evoluzione ed il paradigma che si vuole perpetuare è proprio quello di puntare sui giovanissimi, cosa che purtroppo poco avviene in altri sport. A testimonianza di ciò ci sono progetti come quello ideato e messo in atto da Alessandro Bertoldero. Alessandro è un Tecnico Nazionale che per anni ha collaborato con la Federazione Italiana Tennis, pur arrivando da un altro mondo come la pallavolo, e che ora ha intrapreso un’avventura ambiziosa ma allo stesso tempo realista: 365Tennis. A distanza di cinque mesi dall’ultimo contatto avuto con Alessandro, siamo tornati ad intervistarlo per sapere come sta mettendo in pratica le sue idee e quali sono gli obiettivi suoi e del suo entourage nella splendida cornice del circolo di Jesolo, dove 365Tennis ha la sua sede principale (ma non l’unica).

Come nasce l’idea di 365Tennis?
“Ho collaborato per qualche anno con la Federazione occupandomi dei giovani atleti specialmente del nord-est italiano e, una volta terminata questa collaborazione, alcuni ragazzi mi hanno chiesto di continuare con me e così è arrivata l’idea di creare 365Tennis. Il progetto nasce, inoltre, col supporto di uno staff medico. Un entourage che può contare sulle competenze di specialisti come osteopati, fisioterapisti, nutrizionisti e posturologi. L’intento è quello di coadiuvare il lavoro tecnico e tattico che si svolge in campo, con la salute degli atleti sotto ogni punto di vista dalla postura all’alimentazione”.
Quali sono i tuoi obiettivi lavorativi a lungo termine?
“Difficile dirlo, ma l’ambizione più grande è quella di ampliare il progetto fino a farlo diventare una vera e propria accademia tennistica, che diventi una fucina di giovani talenti”.
Dato che sei a stretto contatto con i giovani, sia ora che in passato, come giudichi il movimento generale italiano e i ragazzi azzurri? Pensi sia in salute?
“Penso proprio di sì. Girando nei vari tornei, anche a livello internazionale, vedo che i nostri ragazzi sono estremamente validi e primeggiano in molte categorie, che corrispondono alle varie fasce d’età. Quindi, se ci basiamo su questo, potremmo avere degli ottimi giocatori nel prossimo futuro, protagonisti di primo livello nel circuito professionistico”.
A proposito di giovani promesse, voglio andare un attimo fuori tema e chiederti che idea hai di Camila Giorgi? In particolar modo dopo il grande exploit di Indian Wells con la vittoria su Sharapova. E quale pensi sia il suo destino da professionista?
“La Giorgi è veramente un fenomeno. A livello fisico ce ne sono pochissime che possono contare su un’esplosività del genere. Ha un grandissimo talento tennistico, ma quello che più mi impressiona di lei è l’aspetto muscolare, davvero unico. Penso che, dotata com’è, non ci siano limiti, e può arrivare molto in alto nel ranking”.
Torniamo al tuo lavoro. Come stanno andando Alessia Dario e Melania Delai, le punte di diamante di 365Tennis e quali obiettivi vi siete prefissati?
“Alessia e Melania rappresentano l’eccellenza del nostro progetto. Sono due ragazze molto dotate, la prima classe ’98 e la seconda classe ’02, ma allo stesso umili e con una gran voglia di migliorare col duro allenamento quotidiano. Stanno raggiungendo traguardi importanti, come la convocazione in Nazionale e spero che continuino in questo senso. Obiettivi fissi non ce ne poniamo, ma puntiamo a farle crescere e migliorare, partendo dal punto di vista prettamente tecnico-tennistico, passando per quello mentale, fino ad arrivare all’aspetto fisico di enorme importanza nel tennis odierno.
Quali sono le qualità che cerchi in un giocatore junior? Qual è l’identikit del perfetto allievo?
“Credo che le qualità migliori da ricercare in un giovanissimo siano l’attitudine al lavoro, l’ambizione e l’umiltà. Solo col duro allenamento quotidiano si può ambire a raggiungere grandi traguardi nel tennis, ed è per questo che il progetto si chiama “365Tennis” perché si deve lavorare 365 giorni l’anno per arrivare in alto. Il tennis è uno degli sport più duri da praticare ed io penso che i tennisti (o i futuri tennisti) debbano essere resilienti: la resilienza è la capacità che hanno i metalli nel resistere ad urti improvvisi senza mai piegarsi mantenendo la forma diritta. Questo credo che sia un paragone che calza a pennello col tennis in quanto i ragazzi, ma anche i professionisti, devono saper resistere alle mille difficoltà che questo sport mette loro davanti”.
In conclusione, vedendo l’evoluzione del tennis professionistico, come si fa a prevedere su cosa lavorare con un giovane?
“A chi, come me, si occupa di giovanissime promesse, spetta il compito di cercare di anticipare i cambiamenti che avverranno per far sì di preparare nel modo giusto i giocatori a quello che sarà il tennis quando loro saranno grandi. Questo è un compito difficile ma, vedendo come si sta evolvendo il tennis di vertice, quello che chiaramente si intuisce è che si andrà sempre più verso un tennis fisico e muscolare in cui si deve essere pronti prima di tutto dal punto di vista atletico. Ora se fisicamente non sei al top, non puoi andare molto lontano. Quindi, fin da junior, si cerca di lavorare moltissimo su questo aspetto, ma senza tralasciare ovviamente la parte tecnico-tennistica che, più che altro va lavorata nelle prime fasce di età per formare un bagaglio tecnico completo, che sarà poi implementato con la parte atletica e mentale”.